LA GIURIA
Carlo Martinelli (presidente)
Carlo Martinelli è nato a Trento, dove vive, nel 1957. Giornalista, ex libraio. Per vent'anni ha lavorato nei quotidiani di Trento, Bolzano e Belluno del Gruppo Espresso - Repubblica: di questi giornali è ora editorialista. È caporedattore all'Ufficio stampa della Provincia autonoma di Trento.
Ha pubblicato "Storie di pallone e bicicletta" (Curcu & Genovese, 2003) e il libro di racconti "Un orso sbrana Baricco" (Curcu & Genovese, 2008).
Con Roberto Festi è autore del volume "L'immaginario della montagna nella grafica d'epoca" (Priuli & Verlucca, 1996). Ha curato i testi del libro sui fratelli Pedrotti "L’incanto della montagna" (Priuli & Verlucca, 2007) e "A Merano in attesa di Ezra Pound" (Curcu & Genovese, 2002) di Luigi Serravalli. Altri suoi racconti, interventi critici e poesie sono sparsi in numerose pubblicazioni.
Pietro De Marchi
Nato a Seregno (MI) nel 1958, ha studiato a Milano e a Zurigo. Insegna letteratura italiana nelle università di Zurigo e di Neuchatel.
Ha pubblicato l’edizione delle Poesie milanesi di Francesco Bellati (Milano, All’Insegna del Pesce d’oro, 1996) e ha curato, in collaborazione con altri studiosi, edizioni di opere di Leopardi, Alvaro e Moravia, e inoltre un volume che raccoglie gli atti di un convegno internazionale dedicato a Sciascia. Ha pubblicato due volumi di saggi critici: "Dove portano le parole. Sulla poesia di Giorgio Orelli e altro Novecento" (Lecce, Manni, 2002) e "Uno specchio di parole scritte" (Firenze, Cesati, 2003). Con Paolo Di Stefano ha curato un volume di scritti per Giorgio Orelli (Bellinzona, Casagrande, 2001).
Insieme a Giuliana Adamo ha pubblicato recentemente una biografia per immagini dedicata a Luigi Meneghello: "Volta la carta la ze finia", Milano, Effigie, 2008.
In campo creativo ha pubblicato alcune plaquettes e due libri di poesie: "Parabole smorzate" (Bellinzona, Casagrande, 1999) e "Replica" (ivi, 2006). Nel 2009 è uscita un’antologia bilingue dei suoi testi, con traduzione tedesca a fronte di Ch. Ferber: "Der Schwan und die Schaukel / Il cigno e l'altalena" (Zurigo, Limmat Verlag).
Lisa Ginzburg
Ha tradotto il "Commento mistico al Cantico dei Cantici" di Jeanne-Marie Guyon (Marietti 1996) e le "Pene d’amor perdute" di William Shakespeare (Einaudi 2001), "Orixás. Leggende afro-brasiliane narrate da Pierre Fatumbi Verger" (Donzelli 2006).
Collabora dal 1999 con RadioRai (Radio 3 e Radio2), come autrice di radiodocumentari e conduttrice di programmi culturali. Ha pubblicato nel 2001 il reportage "Mercati. Viaggio nell’Italia che vende" (Editori Riuniti).
Nel 2002 ha esordito con il romanzo "Desiderava la bufera" (Feltrinelli), vincitore del Premio Donna Argentario 2003 e finalista al Premio Viareggio-Rèpaci. La biografia "Anita. Racconto della storia di Anita Garibaldi", e/o 2005. La raccolta di racconti "Colpi d’ala" (Feltrinelli 2006 - vincitore del Premio Teramo 2007) . Il reportage "Malìa Bahia" (Laterza 2007). Collabora con giornali e riviste ("Il Messaggero" e "Repubblica Viaggi").
E’ organizzatrice di rassegne culturali. "Poeti a Roma" nel 2001, per il Teatro di Roma diretto da Mario Martone. Per il Teatro Palladium-Università Roma 3 nelle stagioni 2003 e 2004. Per l’Auditorium Parco della Musica di Roma, presso il quale ha ideato e curato due edizioni (2005 e 2006) della rassegna "ParoleNote. Letture musicate di grandi racconti". Nel 2009 "Lettori di razza" con il Teatro Argentina.
Attualmente vive a Parigi, dove è Direttrice Comunicazione e Cultura della Union Latina.
Peter Oberdörfer
Peter Oberdörfer è nato nel 1961 a Silandro. Vive a Merano. Formazione come attore a Vienna e Bologna (diploma nel 1986).
Tra il 1987 e l’89: teatro di strada a Vienna, Italia e Spagna. Nel 1988 gira il documentario "Ramo secco" sul treno in Val Venosta, che sta per essere chiuso. Nel 1990 fonda, insieme a Giorgio Degasperi, Johanna Porcheddu e Karin Wallnöfer, una compagnia teatrale a Merano (Theater in der Klemme). Sperimentano la scrittura collettiva e così nascono: il testo "Enantiodromia" (1990), sviluppato nel 1991 e lo spettacolo per bambini "Toccata e fuga". Nel ’91 la compagnia abbandona la scrittura collettiva. In seguito Oberdörfer scrive tre testi teatrali, messi in scena da lui e con la sua partecipazione come attore "Das Wunder" (1991), "Don Röschen" (1991) e "Grimmelot" (1994) di cui, l’anno dopo, viene prodotta una versione radiofonica. Nel ’95 lascia il teatro; lavora nell’ambito della pedagogia teatrale nelle scuole e tiene corsi di teatro e narrazione per adulti. Scrive racconti e saggi, pubblicati in riviste e antologie. Nel 2005 torna al teatro come regista e autore di "Die Temperatur der Wahrheit". Nel 2005 esce il suo primo romanzo "Gischt"; nel 2007 viene messo in scena il suo testo teatrale "Anna Jobstin" e nel 2008 esce il suo romanzo "Mauss". Dal 2001 è presidente dell’associazione trilingue degli scrittori sudtirolesi (SAV).
Joseph Zoderer
È nato a Merano nel 1935. Ha trascorso la sua infanzia a Graz, come figlio di optanti. Vive e lavora in val Pusteria, provincia di Bolzano.
E’ considerato uno dei maggiori scrittori di lingua tedesca. Ha pubblicato tre antologie di poesie ed otto romanzi, tradotti anche in italiano e pubblicati da Einaudi e Mondadori: "La felicità di lavarsi le mani", "L’Italiana"," Lontano", "Il silenzio dell’acqua sotto il ghiaccio", "La notte della grande tartaruga". Il suo più recente romanzo, "Il dolore di cambiare pelle", è stato pubblicato da Bompiani.
Nel 2004 l’editore Nicolodi ha pubblicato la traduzione italiana di alcuni suoi racconti: "La vicinanza dei loro piedi". Nel 2007 l’editore Zandonai ha pubblicato "L’altra collina".
Ha vinto diversi importanti premi letterari come il Premio Catullo di Sirmione in Italia, mentre in Germania si è aggiudicato il prestigioso Hermann Lenz Preis e il premio d’onore della Weimarer Schillerstiftung. È membro dell’Accademia tedesca per la Lingua e la Poesia di Darmstadt.
Nel 2010 a Brunico, in occasione del 75simo compleanno di Zoderer, è stata organizzata una festa letteraria internazionale, presenti fra gli altri Peter Handke, Tim Parks e Nanni Balestrini, amici ed estimatori dello scrittore sudtirolese.

