• Frontiere-Grenzen

NOTIZIE

Al via la 10^ edizione, Helena Janeczek in Giuria, 4.000 euro il 1° premio

È diventato, nel corso degli anni, uno degli appuntamenti culturali più importanti e attesi a cavallo delle Alpi. E per la sua decima edizione Frontiere - Grenzen, il premio letterario delle Alpi, mette in campo una serie di importanti novità. A partire dalla presenza in giuria di Helena Janeczek, Premio Strega, 2018, una delle scrittrici più conosciute e amate, dentro e fuori dal nostro Paese.

Il suo arrivo coincide con una scelta ancora più internazionale, e coraggiosa, degli organizzatori: estendere la partecipazione al Premio a tutte le Regioni italiane e a tutti i Paesi europei che confinano con le Alpi. E dunque Friuli Venezia Giulia, Veneto, Trentino Alto Adige, Lombardia, Valle D'Aosta, Piemonte e Liguria; Slovenia, Austria, Germania (Baviera), Liechtenstein, Svizzera, Francia (Alvernia e Provenza) e Principato di Monaco.

Il regolamento di Frontiere - Grenzen ribadisce che si tratta di un premio letterario a tema libero per racconti brevi, aperto a tutti i generi della narrativa contemporanea, dal racconto tradizionale a nuove sperimentazioni linguistiche, dal thriller al fantastico, dall'horror alla fantascienza, dall'epistolario al racconto rosa, al testo teatrale.
Altra significativa novità: si potrà partecipare al Premio con racconti in lingua italiana, tedesca, francese e slovena. E dunque da bilingue, come è stato per nove edizioni, il Premio diventa quadrilingue, per ancora meglio assecondare il desiderio di superare frontiere e confini per camminare verso l'incontro di popoli e culture.

Due le sezioni: quella per racconti brevi, editi a partire dal 2015 compreso, che aumenta il montepremi per l'unico vincitore a 4.000 euro, mentre all'unico vincitore della categoria racconti inediti andranno 2.000 euro (per questa sezione ci saranno anche tre segnalazioni). Il termine per la presentazione dei racconti è fissato a venerdì 7 giugno 2019, mentre la premiazione è in programma sabato 26 ottobre a Primiero San Martino di Castrozza.

Nel corso della cerimonia di premiazione verrà anche conferito il Premio alla memoria di Peter Oberdörfer, per anni giurato del Premio, prematuramente scomparso. Il riconoscimento a suo nome, del valore di 1.000 euro, verrà assegnato ad una persona o ad una associazione che a giudizio di Frontiere-Grenzen abbia saputo interpretare al meglio i valori che animavano lo spirito libero e poliedrico di Peter . Uno spirito capace di esprimersi nella parola scritta, nel gesto teatrale, nella ricerca musicale, nel rispetto degli altri, in una passione sempre rinnovata.

In giuria Carlo Martinelli (presidente), Helena Janeczeck, Pietro De Marchi, Lisa Ginzburg e Stefano Zangrando.

Ad organizzare il concorso l'Associazione culturale "La Bottega dell'Arte" in collaborazione con le biblioteche trentine di Primiero e Canal San Bovo e l' Associazione Scrittori Sudtirolesi.
Partecipano: Convenzione delle Alpi, Provincia autonoma di Trento, Regione autonoma Trentino - Alto Adige, Comunità di Primiero, Comuni di Primiero San Martino di Castrozza e Canal San Bovo, Cassa Rurale Dolomiti di Fassa Primiero e Belluno, Cassa Centrale Banca Credito Cooperativo del Nord Est, Azienda per il Turismo San Martino di Castrozza - Passo Rolle Primiero e Vanoi, Primiero Energia S.p.a., B.I.M. Brenta.

Marino Magliani, scrittore tra mondi

Marino Magliani, narratore e traduttore, è stato l'ultimo vincitore nella sezione editi del premio letterario regionale plurilingue Frontiere-Grenzen.

Nei suoi ultimi lavori Marino Magliani, di radici liguri ma da anni stabilitosi (o quasi) vicino ad Amsterdam, si era concesso esplorazioni in territori narrativi meno convenzionali rispetto ai romanzi che avevano segnato i suoi esordi e i loro primi sviluppi. Più dei racconti di Carlos Paz e altre mitologie private (2016, dal quale è tratto il racconto premiato al Frontiere-Grenzen), che testimoniavano la persistenza, nella misura breve, di un mondo poetico esteso fra gli aspri declivi della Val Prino, l'Olanda come nuova "casa" e un mondo ispanico oscillante fra i due lati dell'Atlantico, è nelle prose raminghe e a tratti walseriane di Canale Bracco (2015) e Soggiorno a Zeewijk (2014), come in parte ne L'esilio dei moscerini danzanti giapponesi (2017), che Magliani sembrava aver imboccato la via della peregrinazione attenta, con una preferenza per le periferie dunose della capitale olandese e un anelito nostalgico che guardava, per lo più da lontano, alla terra d'origine… » leggi l'articolo completo di Stefano Zangrando su salto.bz

La 9^ Rassegna Letteraria di Frontiere "Colonialismo e migrazione"

"Siamo sempre lo straniero di qualcun altro.
Imparare a vivere insieme è lottare contro il razzismo."
(Tahar Ben Jelloun)


Sin dai primordi, l'essere umano è in continua migrazione. Gli uomini non sono mai stati geneticamente isolati gli uni dagli altri, bensì sempre in continuo mescolamento.
Tutti possediamo lo stesso corredo genetico e tutti i non-africani di oggi discendono dalle poche migliaia di esseri umani dalla pelle scura che lasciarono l'Africa orientale circa 50mila anni fa.

La teorizzazione invece di livelli razziali differenti ha permesso di "giustificare" fenomeni come la schiavitù e il colonialismo.

Il colonialismo è la storia di Paesi saccheggiati, di popoli sottomessi a forza, di ricchezze naturali depredate; quello che si vorrebbe cancellare, seppellire nel dimenticatoio, è il terrorismo di Stato in cui si è spesso trasformato: sono le stragi di civili, le città e i villaggi dati alle fiamme, le popolazioni deportate, le fosse comuni, le pulizie etniche.
E tutto questo anche in nome di una "missione civilizzatrice" verso popolazioni ritenute barbare.

Negli ultimi anni il fenomeno del "land grabbing" (accaparramento della terra) ha assunto proporzioni note e gigantesche.
I Paesi ricchi chiedono cibo e biocombustibili ai paesi poveri; in cambio di una "mancia" comprano ogni cosa: case, villaggi, pascoli, acqua se c'è.
È il neocolonialismo di oggi.

"I migranti che a milioni oggi traversano la Terra per bussare alle porte dei Paesi ricchi vengono anche a recuperare parte di quanto è stato loro sottratto." "Il razzismo è una malattia, porta a manifestazioni profondamente antisociali". (L. L. Cavalli Sforza, genetista) .

Depliant rassegna completa

Nona edizione, vincono Marino Magliani e Daria De Pellegrini

Marino Magliani per le sezione racconti editi e Daria De Pellegrini per i racconti inediti. Ecco i vincitori della nona edizione di Frontiere - Grenzen, il Premio letterario delle Alpi. La cerimonia di premiazione oggi in Primiero, nella suggestiva cornice di Palazzo Scopoli, a Tonadico. Una cerimonia segnata dal ricordo di Peter Oberdörfer, prematuramente scomparso nel febbraio di quest'anno e per oltre quindici anni nella giuria del premio in rappresentanza dell'Associazione scrittori sudtirolesi della quale era presidente. Lo hanno ricordato, con l'inevitabile commozione, tutti i membri della Giuria - Carlo Martinelli, Pietro De Marchi, Lisa Ginzburg e Stefano Zangrando - che hanno poi illustrato l'andamento di questa nona edizione e hanno dialogato con i vincitori. Significativa la presenza di Dieter Oberdörfer (fratello di Peter), organista, vocalista e compositore che ha voluto accompagnare la cerimonia eseguendo dei brani musicali al pianoforte.

Ribadito il radicamento di Frontiere - Grenzen nel panorama delle competizioni letterarie: anche in questa edizione sono stati ben 104 i partecipanti - per le due sezioni: editi ed inediti. Una curiosità: il 70% dei partecipanti è venuto a conoscenza del premio, che ha cadenza biennale, attraverso internet.

Marino Magliani si è dunque aggiudicato - con "Sabbia" - il premio per i racconti editi. Si tratta di un autore non nuovo ad importanti riconoscimenti, tra i quali, l'anno scorso, il premio letterario Francesco Gelmi di Caporiacco. Ligure, vive una parte dell'anno in Olanda e all'attività di romanziere, affianca quella di sceneggiatore di graphic novel (una su tutte, la sceneggiatura di "Sostiene Pereira", da Antonio Tabucchi, coi disegni di Marco D'Aponte), e quella di traduttore dallo spagnolo. Il suo "Sabbia" racconta di un uomo che cerca il mare, e le parole per dirlo. È una terza persona, ma è «l'essere che aspettava le parole»: un alter ego che rimembra, nomina, descrive. A volte attinge dai libri, dai suoi autori, liguri e non, ma è soprattutto «il giro delle cose» a nutrire il suo sguardo e il suo anelito. Ed è la sabbia, infine, a rivelarsi tenue trait d'union fra i tempi della vita. Nelle motivazioni del premio oggi assegnatogli si legge che quella di "Marino Magliani è la narrazione sommessa e altamente poetica di una condizione esistenziale sospesa tra vita e memoria, appartenenza e altrove, dove mare e sabbia sono elementi di coesione e continuo riflusso, tanto sul piano tematico quanto su quello strutturale. Una prosa che unisce nitore e senso dell'indefinito in una lucida vaghezza, affilata nei dettagli e capace di lampi stilistici sorprendenti".

Daria De Pellegrini, vincitrice della sezione inediti con "Das Ersatzkind", vive a Mel, in provincia di Belluno. È autrice di romanzi e di racconti con i quali ha già riscosso importanti riconoscimenti. A Frontiere - Grenzen si è imposta con un racconto ambientato in un paesino della Baviera. Dove un uomo tedesco e una donna italiana hanno fatto amicizia e capita che vadano a passeggiare insieme in campagna. Lei è un'insegnante di italiano all'estero, lui un fotografo che lavora a Berlino. A poco a poco ci viene rivelato il tremendo segreto che l'uomo si porta dentro fin dall'infanzia: i suoi genitori l'hanno messo al mondo solo per sostituire un fratello morto tragicamente subito dopo la fine della guerra. A convincere la giuria "l'arte della concisione, la pregevole tensione narrativa, che cresce per piccole addizioni, fino alla catastrofe finale, quando si aggiungono ulteriori elementi di strazio e disincanto a quelli che si sono addensati nelle pagine precedenti".

Al secondo e terzo posto nella sezione inediti rispettivamente il veronese Davide Coltri con "Il Dado" e la viennese Claudia Oblok con "Europaische Wasser", a ribadire la caratteristica che rende Frontiere-Grenzen particolare, visto che vi si può partecipare con racconti scritti sia in italiano che in tedesco.

Alla feltrina Chiara De Bastiani con "Come una madre" il Premio speciale Cassa Rurale Valli di Primiero e Vanoi.

Sette, infine, i racconti segnalati nella sezione inediti: "La ballata dei ragazzi tranquilli" di Sibilla De Stefani (Zurigo), "La rincorsa" di Vincenzo Todisco (Grigioni, Svizzera), "La cadenza imperfetta" di Gianni Gandini (Genova), "Sentimento dei barbari" di Nicholas Pasqualini (Rovereto), "Leggendo Clarice Lispector" di Adriana Paolini (Trento), "Ciascuno nel proprio ordine indipendenti e sovrani" di Cinzia Piciocchi (Trento), "Ai confini del nulla" di Camilla Bernardi (Bressanone).

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10^ EDIZIONE PREMIO LETTERARIO
FRONTIERE – GRENZEN
BIENNALE E QUADRILINGUE
(italiano, tedesco, francese e sloveno)

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