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NOTIZIE

La 9^ Rassegna Letteraria di Frontiere "Colonialismo e migrazione"

"Siamo sempre lo straniero di qualcun altro.
Imparare a vivere insieme è lottare contro il razzismo."
(Tahar Ben Jelloun)


Sin dai primordi, l'essere umano è in continua migrazione. Gli uomini non sono mai stati geneticamente isolati gli uni dagli altri, bensì sempre in continuo mescolamento.
Tutti possediamo lo stesso corredo genetico e tutti i non-africani di oggi discendono dalle poche migliaia di esseri umani dalla pelle scura che lasciarono l'Africa orientale circa 50mila anni fa.

La teorizzazione invece di livelli razziali differenti ha permesso di "giustificare" fenomeni come la schiavitù e il colonialismo.

Il colonialismo è la storia di Paesi saccheggiati, di popoli sottomessi a forza, di ricchezze naturali depredate; quello che si vorrebbe cancellare, seppellire nel dimenticatoio, è il terrorismo di Stato in cui si è spesso trasformato: sono le stragi di civili, le città e i villaggi dati alle fiamme, le popolazioni deportate, le fosse comuni, le pulizie etniche.
E tutto questo anche in nome di una "missione civilizzatrice" verso popolazioni ritenute barbare.

Negli ultimi anni il fenomeno del "land grabbing" (accaparramento della terra) ha assunto proporzioni note e gigantesche.
I Paesi ricchi chiedono cibo e biocombustibili ai paesi poveri; in cambio di una "mancia" comprano ogni cosa: case, villaggi, pascoli, acqua se c'è.
È il neocolonialismo di oggi.

"I migranti che a milioni oggi traversano la Terra per bussare alle porte dei Paesi ricchi vengono anche a recuperare parte di quanto è stato loro sottratto." "Il razzismo è una malattia, porta a manifestazioni profondamente antisociali". (L. L. Cavalli Sforza, genetista) .

Depliant rassegna completa

Esce una nuova edizione di "Autismi" di Giacomo Sartori, vincitore di Frontiere

settembre 2018 • Beh, noi di Frontiere Grenzen un poco orgogliosi siamo. In giuria è appena entrata Helena Janeczek, e già ci siamo capiti. abbiamo da poco scritto che Lisa Ginzburg - nostra giurata da sempre, praticamente - è in libreria con una "rilettura" di Frankestein, Marsilio, che le sta procurando alte lodi. Abbiamo detto che Marino Magliani, vincitore dell'ultima edizione, ha appena pubblicato con Casa Editrice Chiarelettere. Ma vogliamo dimenticare che Giacomo Sartori, primo vincitore del Frontiere Grenzen sezione editi, è in libreria con una nuova edizione di "Autismi", Miraggi Edizioni mentre il suo "Io sono Dio" è stato appena tradotto in inglese?

Esce un altro libro di Marino Magliani, vincitore dell'ultima edizione

settembre 2018 • Il vincitore della sezione editi della nona edizione di Frontiere Grenzen, Marino Magliani, torna in libreria con un importante romanzo, Prima che te lo dicano altri, pubblicato da Chiarelettere.

Helena Janeczek, vincitrice premio Strega, entra nella giuria di Frontiere

luglio 2018 • La decima edizione, nel 2019, vedrà protagonista anche la vincitrice del Premio Strega con "La ragazza della Leica"
Quella del 2019 sarà la decima edizione di Frontiere - Grenzen, il Premio letterario delle Alpi, organizzato dall'Associazione culturale "La Bottega dell'Arte" in collaborazione con le biblioteche di Primiero e Canal San Bovo e l' Associazione Scrittori Sudtirolesi. Un traguardo importante, reso ancora più significativo dalla notizia che Helena Janeczek, la scrittrice che pochi giorni fa ha conquistato il Premio Strega con il romanzo "La ragazza della Leica", ha accettato di fare parte della giuria. Affiancherà dunque gli altri componenti nella scelta dei racconti vincitori di Frontiere - Grenzen, appuntamento biennale e bilingue che negli anni si è imposto come uno dei momenti culturali più attesi e seguiti dell'arco alpino.

Grande la soddisfazione degli organizzatori per la scelta della scrittrice nata a Monaco di Baviera e che vive in Italia da oltre trent'anni e della quale, all'indomani della vittoria allo Strega, si è scritto che "ci sono, e non da oggi, scrittori e scrittrici come Janeczek che già mescolano mondi e aprono frontiere, perché sono essi stessi frontiere aperte, da attraversare mille e mille volte, in lungo e in largo". Helena Janeczek entra a far parte di una giuria che negli anni ha potuto contare su scrittori quali Joseph Zoderer, Carmine Abate, Alessandro Tamburini, Antonia Arslan e Peter Oberdorfer e che oggi è composta da Carlo Martinelli (presidente), Pietro De Marchi, Lisa Ginzburg e Stefano Zangrando.

Nel 1997 ha pubblicato con Mondadori, "Lezioni di tenebra," la sua prima opera di narrativa in italiano oggi disponibile in una nuova edizione per i tipi di Guanda e che affronta a partire dall'esperienza autobiografica, il tema della trasmissione di madre in figlia di una memoria tabù segnata dalla deportazione della madre a Auschwitz. Con il suo libro d'esordio ha vinto il Premio Bagutta Opera Prima e il Premio Berto. "Cibo" (Mondadori, 2002) è invece un mosaico romanzesco di storie che indagano il rapporto, felice o problematico, di donne (e uomini) con il cibo, il corpo e i desideri e le memorie che vi si intrecciano.

"Le rondini di Montecassino" del 2010 (Guanda) è un romanzo che intreccia fiction e non-fiction, collegando continenti e spaziando tra l'oggi e la battaglia del '44, per scandagliare il portato e il lascito della Seconda Guerra Mondiale attraverso le storie dei reduci e dei loro discendenti. Con quest'opera, ha vinto il Premio Napoli, il Premio Pisa e il Premio Sandro Onofri.

"La ragazza con la Leica" (Guanda, 2017) è il suo terzo romanzo, ambientato nella Spagna degli anni '30 e con protagonista Gerda Taro, una fotografa tedesca nota per i suoi reportage di guerra, caduta su un campo di battaglia nel 1937, conosciuta per essere stata la compagna di Robert Capa con cui stabilì un forte sodalizio professionale. Con questo romanzo, da mesi nelle classifiche dei libri più venduti, oltre al Premio Strega - era dal 2003 che una donna non si aggiudicava il più ambito premio letterario italiano organizzato da 72 anni dalla Fondazione Bellonci - si è aggiudicata anche il Premio Bagutta.
Helena Janeczek è cofondatrice del blog letterario Nazione Indiana, ha collaborato con Nuovi Argomenti, Alfabeta2 e Lo Straniero e ha lavorato nell'editoria come consulente per la narrativa straniera. A Gallarate, dove vive con suo figlio e due gatti, organizza il festival letterario SI Scrittrici Insieme.

A Helena Janeczek, un grande benvenuto nella "famiglia" di Frontiere-Grenzen.

Nona edizione, vincono Marino Magliani e Daria De Pellegrini

Marino Magliani per le sezione racconti editi e Daria De Pellegrini per i racconti inediti. Ecco i vincitori della nona edizione di Frontiere - Grenzen, il Premio letterario delle Alpi. La cerimonia di premiazione oggi in Primiero, nella suggestiva cornice di Palazzo Scopoli, a Tonadico. Una cerimonia segnata dal ricordo di Peter Oberdörfer, prematuramente scomparso nel febbraio di quest'anno e per oltre quindici anni nella giuria del premio in rappresentanza dell'Associazione scrittori sudtirolesi della quale era presidente. Lo hanno ricordato, con l'inevitabile commozione, tutti i membri della Giuria - Carlo Martinelli, Pietro De Marchi, Lisa Ginzburg e Stefano Zangrando - che hanno poi illustrato l'andamento di questa nona edizione e hanno dialogato con i vincitori. Significativa la presenza di Dieter Oberdörfer (fratello di Peter), organista, vocalista e compositore che ha voluto accompagnare la cerimonia eseguendo dei brani musicali al pianoforte.

Ribadito il radicamento di Frontiere - Grenzen nel panorama delle competizioni letterarie: anche in questa edizione sono stati ben 104 i partecipanti - per le due sezioni: editi ed inediti. Una curiosità: il 70% dei partecipanti è venuto a conoscenza del premio, che ha cadenza biennale, attraverso internet.

Marino Magliani si è dunque aggiudicato - con "Sabbia" - il premio per i racconti editi. Si tratta di un autore non nuovo ad importanti riconoscimenti, tra i quali, l'anno scorso, il premio letterario Francesco Gelmi di Caporiacco. Ligure, vive una parte dell'anno in Olanda e all'attività di romanziere, affianca quella di sceneggiatore di graphic novel (una su tutte, la sceneggiatura di "Sostiene Pereira", da Antonio Tabucchi, coi disegni di Marco D'Aponte), e quella di traduttore dallo spagnolo. Il suo "Sabbia" racconta di un uomo che cerca il mare, e le parole per dirlo. È una terza persona, ma è «l'essere che aspettava le parole»: un alter ego che rimembra, nomina, descrive. A volte attinge dai libri, dai suoi autori, liguri e non, ma è soprattutto «il giro delle cose» a nutrire il suo sguardo e il suo anelito. Ed è la sabbia, infine, a rivelarsi tenue trait d'union fra i tempi della vita. Nelle motivazioni del premio oggi assegnatogli si legge che quella di "Marino Magliani è la narrazione sommessa e altamente poetica di una condizione esistenziale sospesa tra vita e memoria, appartenenza e altrove, dove mare e sabbia sono elementi di coesione e continuo riflusso, tanto sul piano tematico quanto su quello strutturale. Una prosa che unisce nitore e senso dell'indefinito in una lucida vaghezza, affilata nei dettagli e capace di lampi stilistici sorprendenti".

Daria De Pellegrini, vincitrice della sezione inediti con "Das Ersatzkind", vive a Mel, in provincia di Belluno. È autrice di romanzi e di racconti con i quali ha già riscosso importanti riconoscimenti. A Frontiere - Grenzen si è imposta con un racconto ambientato in un paesino della Baviera. Dove un uomo tedesco e una donna italiana hanno fatto amicizia e capita che vadano a passeggiare insieme in campagna. Lei è un'insegnante di italiano all'estero, lui un fotografo che lavora a Berlino. A poco a poco ci viene rivelato il tremendo segreto che l'uomo si porta dentro fin dall'infanzia: i suoi genitori l'hanno messo al mondo solo per sostituire un fratello morto tragicamente subito dopo la fine della guerra. A convincere la giuria "l'arte della concisione, la pregevole tensione narrativa, che cresce per piccole addizioni, fino alla catastrofe finale, quando si aggiungono ulteriori elementi di strazio e disincanto a quelli che si sono addensati nelle pagine precedenti".

Al secondo e terzo posto nella sezione inediti rispettivamente il veronese Davide Coltri con "Il Dado" e la viennese Claudia Oblok con "Europaische Wasser", a ribadire la caratteristica che rende Frontiere-Grenzen particolare, visto che vi si può partecipare con racconti scritti sia in italiano che in tedesco.

Alla feltrina Chiara De Bastiani con "Come una madre" il Premio speciale Cassa Rurale Valli di Primiero e Vanoi.

Sette, infine, i racconti segnalati nella sezione inediti: "La ballata dei ragazzi tranquilli" di Sibilla De Stefani (Zurigo), "La rincorsa" di Vincenzo Todisco (Grigioni, Svizzera), "La cadenza imperfetta" di Gianni Gandini (Genova), "Sentimento dei barbari" di Nicholas Pasqualini (Rovereto), "Leggendo Clarice Lispector" di Adriana Paolini (Trento), "Ciascuno nel proprio ordine indipendenti e sovrani" di Cinzia Piciocchi (Trento), "Ai confini del nulla" di Camilla Bernardi (Bressanone).

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9^ EDIZIONE PREMIO LETTERARIO
FRONTIERE – GRENZEN
BIENNALE E BILINGUE (italiano/tedesco)

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