• Frontiere-Grenzen

A breve online il bando della decima edizione di Frontiere-Grenzen 2019

Marino Magliani, narratore e traduttore, è stato l'ultimo vincitore nella sezione editi del premio letterario regionale plurilingue Frontiere-Grenzen.

Nei suoi ultimi lavori Marino Magliani, di radici liguri ma da anni stabilitosi (o quasi) vicino ad Amsterdam, si era concesso esplorazioni in territori narrativi meno convenzionali rispetto ai romanzi che avevano segnato i suoi esordi e i loro primi sviluppi. Più dei racconti di Carlos Paz e altre mitologie private (2016, dal quale è tratto il racconto premiato al Frontiere-Grenzen), che testimoniavano la persistenza, nella misura breve, di un mondo poetico esteso fra gli aspri declivi della Val Prino, l'Olanda come nuova "casa" e un mondo ispanico oscillante fra i due lati dell'Atlantico, è nelle prose raminghe e a tratti walseriane di Canale Bracco (2015) e Soggiorno a Zeewijk (2014), come in parte ne L'esilio dei moscerini danzanti giapponesi (2017), che Magliani sembrava aver imboccato la via della peregrinazione attenta, con una preferenza per le periferie dunose della capitale olandese e un anelito nostalgico che guardava, per lo più da lontano, alla terra d'origine… » leggi l'articolo completo di Stefano Zangrando su salto.bz

Nona edizione, vincono Marino Magliani e Daria De Pellegrini

Marino Magliani per le sezione racconti editi e Daria De Pellegrini per i racconti inediti. Ecco i vincitori della nona edizione di Frontiere - Grenzen, il Premio letterario delle Alpi. La cerimonia di premiazione oggi in Primiero, nella suggestiva cornice di Palazzo Scopoli, a Tonadico. Una cerimonia segnata dal ricordo di Peter Oberdörfer, prematuramente scomparso nel febbraio di quest'anno e per oltre quindici anni nella giuria del premio in rappresentanza dell'Associazione scrittori sudtirolesi della quale era presidente. Lo hanno ricordato, con l'inevitabile commozione, tutti i membri della Giuria - Carlo Martinelli, Pietro De Marchi, Lisa Ginzburg e Stefano Zangrando - che hanno poi illustrato l'andamento di questa nona edizione e hanno dialogato con i vincitori. Significativa la presenza di Dieter Oberdörfer (fratello di Peter), organista, vocalista e compositore che ha voluto accompagnare la cerimonia eseguendo dei brani musicali al pianoforte.

Ribadito il radicamento di Frontiere - Grenzen nel panorama delle competizioni letterarie: anche in questa edizione sono stati ben 104 i partecipanti - per le due sezioni: editi ed inediti. Una curiosità: il 70% dei partecipanti è venuto a conoscenza del premio, che ha cadenza biennale, attraverso internet.

Marino Magliani si è dunque aggiudicato - con "Sabbia" - il premio per i racconti editi. Si tratta di un autore non nuovo ad importanti riconoscimenti, tra i quali, l'anno scorso, il premio letterario Francesco Gelmi di Caporiacco. Ligure, vive una parte dell'anno in Olanda e all'attività di romanziere, affianca quella di sceneggiatore di graphic novel (una su tutte, la sceneggiatura di "Sostiene Pereira", da Antonio Tabucchi, coi disegni di Marco D'Aponte), e quella di traduttore dallo spagnolo. Il suo "Sabbia" racconta di un uomo che cerca il mare, e le parole per dirlo. È una terza persona, ma è «l'essere che aspettava le parole»: un alter ego che rimembra, nomina, descrive. A volte attinge dai libri, dai suoi autori, liguri e non, ma è soprattutto «il giro delle cose» a nutrire il suo sguardo e il suo anelito. Ed è la sabbia, infine, a rivelarsi tenue trait d'union fra i tempi della vita. Nelle motivazioni del premio oggi assegnatogli si legge che quella di "Marino Magliani è la narrazione sommessa e altamente poetica di una condizione esistenziale sospesa tra vita e memoria, appartenenza e altrove, dove mare e sabbia sono elementi di coesione e continuo riflusso, tanto sul piano tematico quanto su quello strutturale. Una prosa che unisce nitore e senso dell'indefinito in una lucida vaghezza, affilata nei dettagli e capace di lampi stilistici sorprendenti".

Daria De Pellegrini, vincitrice della sezione inediti con "Das Ersatzkind", vive a Mel, in provincia di Belluno. È autrice di romanzi e di racconti con i quali ha già riscosso importanti riconoscimenti. A Frontiere - Grenzen si è imposta con un racconto ambientato in un paesino della Baviera. Dove un uomo tedesco e una donna italiana hanno fatto amicizia e capita che vadano a passeggiare insieme in campagna. Lei è un'insegnante di italiano all'estero, lui un fotografo che lavora a Berlino. A poco a poco ci viene rivelato il tremendo segreto che l'uomo si porta dentro fin dall'infanzia: i suoi genitori l'hanno messo al mondo solo per sostituire un fratello morto tragicamente subito dopo la fine della guerra. A convincere la giuria "l'arte della concisione, la pregevole tensione narrativa, che cresce per piccole addizioni, fino alla catastrofe finale, quando si aggiungono ulteriori elementi di strazio e disincanto a quelli che si sono addensati nelle pagine precedenti".

Al secondo e terzo posto nella sezione inediti rispettivamente il veronese Davide Coltri con "Il Dado" e la viennese Claudia Oblok con "Europaische Wasser", a ribadire la caratteristica che rende Frontiere-Grenzen particolare, visto che vi si può partecipare con racconti scritti sia in italiano che in tedesco.

Alla feltrina Chiara De Bastiani con "Come una madre" il Premio speciale Cassa Rurale Valli di Primiero e Vanoi.

Sette, infine, i racconti segnalati nella sezione inediti: "La ballata dei ragazzi tranquilli" di Sibilla De Stefani (Zurigo), "La rincorsa" di Vincenzo Todisco (Grigioni, Svizzera), "La cadenza imperfetta" di Gianni Gandini (Genova), "Sentimento dei barbari" di Nicholas Pasqualini (Rovereto), "Leggendo Clarice Lispector" di Adriana Paolini (Trento), "Ciascuno nel proprio ordine indipendenti e sovrani" di Cinzia Piciocchi (Trento), "Ai confini del nulla" di Camilla Bernardi (Bressanone).

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